Accertamento, riscossione e contenzioso
16 Marzo 2026
Accertamento definitivo della società e diritto di difesa del socio
La definitività dell’atto nei confronti della società non impedisce al socio di contestare l’accertamento relativo ai redditi di partecipazione, in applicazione dei principi sul giudicato e sul diritto di difesa.
La Cassazione, con l’ordinanza 3.03.2026, n. 4751, è tornata a pronunciarsi nell’ipotesi in cui l'accertamento nei confronti della società sia divenuto definitivo non per la mera mancanza di impugnazione, ma a seguito di una pronuncia giurisdizionale definitiva, chiarendo che, in tema di accertamento dei redditi di partecipazione, l'indipendenza dei procedimenti relativi alla società di capitali e al singolo socio comporta che quest'ultimo, ove abbia impugnato l'accertamento a lui notificato senza aver preso parte al processo instaurato dalla società, conserva la facoltà di contestare non solo la presunzione di distribuzione di maggiori utili, ma anche la validità dell'accertamento a carico della società in ordine a ricavi non contabilizzati.In questo senso si era già espressa la Cassazione (sentenze nn. 19606/2006, 21356/2009 e 17966/2013), affermando che la decisione presa in relazione all'accertamento del maggiore reddito della società di capitali non può svolgere alcuna efficacia di giudicato nei confronti del socio nel giudizio di impugnazione dell'atto impositivo concernente il maggior reddito da partecipazione e che il giudice di merito non può limitarsi ad un mero rinvio alla motivazione della sentenza pronunciata nei confronti della società.In senso contrario si era però espressa la Cassazione con l’ordinanza 27.11.2024, n. 30568, nella quale risulta testualmente riportato: “Per consolidata giurisprudenza di legittimità, qualora nei riguardi di...