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Paghe e contributi 21 Marzo 2026

Acconti ai dipendenti: cosa sono e come riconoscerli?

Istituto diverso dal prestito aziendale l’acconto della retribuzione si qualifica come una modalità di pagamento del netto mensile. Cosa deve fare il datore di lavoro?

Il netto mensile dev’essere erogato ai dipendenti nel rispetto delle scadenze fissate dalla contrattazione collettiva o, in mancanza di quest’ultima, dagli usi aziendali. In deroga alle tempistiche di liquidazione dei netti il datore di lavoro, previa richiesta del dipendente interessato, può concedere un anticipo (acconto) della paga mensile. Analizziamo la fattispecie in dettaglio.

Cos’è l’acconto? L’acconto si concretizza in un pagamento anticipato di tutta o parte della retribuzione netta mensile che l’azienda non ha ancora erogato.
Per salvaguardare le caratteristiche dell’acconto e non ricadere nella disciplina del prestito aziendale (per il quale operano particolari regole fiscali e contributive, essendo qualificato come una forma di retribuzione in natura) è necessario che la quota anticipata riguardi la retribuzione netta di una singola mensilità e il recupero dell’acconto avvenga, in un’unica soluzione, all’atto del pagamento della retribuzione mensile interessata, di cui si è anticipata l’erogazione.
In definitiva, l’acconto rappresenta esclusivamente una modifica delle tempistiche di pagamento del netto mensile che, pertanto, vengono anticipate rispetto al calendario imposto dalla contrattazione collettiva o dagli usi aziendali.

Acconto e prestito aziendale, quali differenze? L’acconto, essendo l’erogazione anticipata di tutto o parte del netto mensile, si qualifica come una modalità di pagamento della retribuzione.
Al contrario, il prestito aziendale, essendo recuperato in più rate mensili secondo un apposito piano di ammortamento concordato con il dipendente, eventualmente gravato dall’applicazione di interessi, è una forma di sostegno economico al lavoratore, alternativa al sistema bancario e finanziario.
Nel momento in cui l’acconto è recuperato in 2 o più rate mensili, lo stesso si aliena dalla categoria dei metodi di pagamento della retribuzione per diventare un prestito aziendale.

Necessaria la richiesta scritta del lavoratore - Per procedere all’erogazione dell’acconto è necessario che il dipendente avanzi apposita richiesta scritta al datore di lavoro, precisando la somma netta di cui chiede l’anticipazione. Ricevuta la domanda, l’azienda provvede a comunicare, sempre in forma scritta, in alternativa: l’accoglimento della domanda; il rigetto della domanda; l’accoglimento della domanda con modifica della somma richiesta.
Conclusasi positivamente l’istruttoria il datore di lavoro provvede a liquidare l’acconto al dipendente e trattenere in busta paga, nella prima retribuzione utile, la somma anticipata.
La trattenuta in cedolino avviene direttamente sul netto da liquidare al dipendente, senza pertanto incidere sulla retribuzione lorda o sulla retribuzione figurativa utile al calcolo dei contributi previdenziali e assistenziali e dell’Irpef.

Erogazione con metodi di pagamento tracciabili - Gli acconti (al pari dell’erogazione della retribuzione mensile) devono essere corrisposti con metodi di pagamento tracciabili (art. 10, cc. 910-914 L. 27.12.2017, n. 205) tra cui figurano: bonifico sul conto corrente del lavoratore, identificato dal codice IBAN; strumenti di pagamento elettronico; contanti presso lo sportello bancario o postale dove il datore di lavoro ha aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento; assegno o vaglia postale consegnato direttamente al lavoratore o, in caso di suo comprovato impedimento, a un suo delegato (coniuge, convivente o familiare, in linea retta o collaterale, purché di età non inferiore a 16 anni).
Per effetto di quanto prescritto dal legislatore, la retribuzione e gli anticipi (acconti) della stessa non possono essere corrisposti in denaro contante direttamente al lavoratore.

Possibile regolamentazione degli acconti - Al fine di salvaguardare la stabilità economico-finanziaria dell’azienda e garantire sufficienti riserve di denaro in cassa, è possibile regolamentare il riconoscimento degli acconti, per evitare un utilizzo massivo degli stessi.