Accertamento, riscossione e contenzioso
10 Settembre 2026
Adesione della società: il socio dissenziente può impugnare l’avviso
Il vincolo dell’adesione definita dalla società non può estendersi a chi non ha condiviso il percorso di qualificazione del fatto imponibile: il socio dissenziente conserva il pieno diritto di impugnare l’avviso, fermo il quantum accertato.
La Cassazione, con la sentenza 22.05.2026, n. 15824, allineandosi ad alcuni precedenti sempre della Suprema Corte ha ritenuto di ribadire il principio di diritto a mente del quale l’accertamento con adesione definito dalla società è vincolante anche nei confronti dei soci dissenzienti. La questione richiede di essere indagata per l’importanza dei principi che delineano il diritto di difesa dei soci non aderenti all’accertamento con adesione e per la dibattuta natura che viene raccordata a tale istituto. In tale sede vi è solo la possibilità di rappresentare alcuni spunti di riflessione che ritengo di dover far dipartire da un iniziale rilievo d’indagine comune nelle varie opinioni della dottrina: “L’accertamento con adesione non differisce in nulla dall’ordinario accertamento racchiuso nel canonico avviso, salvo che per le sanzioni di ammontare inferiore”. Il definire si raccorda con lo scopo di prevenire l’impugnazione dell’atto impositivo, favorendo l’instaurazione di un contraddittorio con il contribuente per giungere a una definizione concordata e preventiva del rapporto tributario (Corte Cost., sent. 15.04.2011, n. 140). Ora, considerando che un fatto giuridico per divenire fiscalmente “fattispecie imponibile tassabile” richiede un processo di qualificazione che in Dottrina viene fatto poggiare su una triade di giudizi e precisamente su un giudizio storico, un giudizio interpretativo e un giudizio classificatorio, poiché, come detto,...