Apporto in conto futuro aumento e valore fiscale della partecipazione
La Cassazione chiarisce che i versamenti in conto futuro aumento di capitale, se non seguiti dalla delibera, generano un credito restitutorio e non incrementano il valore fiscale della partecipazione, con rilevanti effetti contabili e tributari.
La Cassazione, con l’ordinanza 15.04.2026, n. 9629, si è pronunciata sul valore fiscale della partecipazione in una società di capitali posseduta da una società in liquidazione, poi ceduta ad altra società, inclusivo di un versamento effettuato dalla socia in conto futuro aumento di capitale, ma mai in concreto convertito. Il patrocinio erariale nel ricorso per Cassazione ha insistito nel ritenere violati gli artt. 87 e 101 del Tuir.Allo scopo di rendere più comprensibile il tema della controversia, si rappresenta con maggior dettaglio il caso. Con delibera del consiglio di amministrazione, la società partecipante (poi cedente la partecipazione) aveva deciso di ricapitalizzare la partecipata per l’importo di 9,5 milioni di euro tramite rinuncia di un credito di pari importo vantato nei confronti della medesima partecipata, condizionato però alla delibera di aumento di capitale da effettuarsi entro il 31.12.2008. Contestualmente alla rinuncia al credito, la società partecipante aveva aumentato di pari importo il conto partecipazione relativo alla partecipata. In sede di verifica fiscale, tale ultima iscrizione è stata ritenuta in contrasto con il vincolo di destinazione di quelle somme, per il fatto che l’aumento di capitale non era stato sottoscritto alla data prevista, dove avrebbe dovuto esservi uno storno di scritture, in modo da far riemergere il credito non impiegato nell’aumento di capitale, mai eseguito, con il ripristino dell’originario valore...