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Lavoro 30 Novembre 2020

Attenzione al massimale contributivo Inps

La mancata o l'errata applicazione del massimale sono errori frequenti. La contribuzione versata in eccesso non avrà alcun impatto sulla pensione del lavoratore, che potrebbe essere penalizzato per mancanti versamenti.

La L. 335/1995 “Riforma Dini”, che segna il passaggio dal sistema retributivo al sistema contributivo, ha introdotto l'applicazione del massimale; il massimale contributivo identifica l'importo della retribuzione lorda oltre cui non è più dovuta la contribuzione previdenziale, che per l'anno 2020 è pari a 103.055 Euro (circolare Inps 9/2020). Il massimale contributivo deve essere applicato alle seguenti categorie: - lavoratori iscritti alla Gestione Separata Inps, obbligo che nasce proprio con la Riforma Dini nel 1995; - lavoratori privi di anzianità contributiva al 1.01.1996, cioè lavoratori che non hanno versato contributi alle gestioni previdenziali obbligatorie (dipendenti, artigiani, commercianti, ma anche autonomi) prima del 1.01.1996; - lavoratori con anzianità contributiva al 1.01.1996, ma che hanno esercitato l'opzione per il sistema contributivo. Per l'esercizio dell'opzione i lavoratori devono aver maturato 18 anni di contribuzione alla data del 31.12.1995 o vantare almeno 15 anni di contribuzione di cui almeno 5 successivi al 31.12.1995. La Legge Fornero distingue ulteriori casi nel caso di opzione esercitata entro il 31.12.2011 o dal 1.01.2012 (messaggio Inps 219/2013). La gestione lavoratori subordinati e la Gestione Separata sono gestioni autonome e indipendenti; pertanto, si ritiene che il massimale contributivo debba essere calcolato considerando separatamente le 2 gestioni. In...

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