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Lavoro 26 Luglio 2023

Caldo e lavoro tra sicurezza e cassa integrazione

Le temperature eccezionalmente elevate degli ultimi periodi riaprono il dibattito sulle possibili soluzioni per limitare l’impatto che gli eventi meteo hanno sull’attività lavorativa.

Le temperature salgono e gli operatori del lavoro cercano soluzioni per evitare che i fenomeni climatici possano condizionare l’attività lavorativa e causare danni alla salute dei lavoratori. Con messaggio 20.07.2023, n. 2729 l’Inps sottolinea che i datori di lavoro possono ricorrere al trattamento di integrazione salariale con causale “eventi meteo” quando la temperatura risulti superiore a 35° centigradi. In realtà, anche temperature inferiori a 35° centigradi possono determinare l’accoglimento della domanda di accesso al trattamento ordinario se la valutazione tiene conto della temperatura c.d. “percepita” più elevata di quella reale in base al rapporto tra il tasso di umidità e la temperatura effettiva. Tra le attività maggiormente esposte ai rischi menzionati indubbiamente possiamo annoverare quelle effettuate all’aperto, ad esempio il settore dell’edilizia civile o stradale, il settore estrattivo o quello agricolo, oppure i comparti marittimi e balneari; tuttavia, il medesimo principio è applicabile anche alle attività effettuate al chiuso, che non possono utilizzare sistemi di ventilazione o raffreddamento per circostanze imprevedibili e non imputabili al datore di lavoro. L’intervento di integrazione salariale è altresì riconoscibile nelle circostanze in cui il datore di lavoro, su impulso del responsabile della sicurezza...

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