RICERCA ARTICOLI
Lavoro 03 Maggio 2023

Come cambia il contratto di lavoro a termine

Cambiano le regole per stipulare contratti di lavoro a termine. Il Consiglio dei Ministri riscrive le causali lasciando spazio alla contrattazione collettiva e alla negoziabilità delle parti.

Come noto, il D.L. 87/2018 (Decreto Dignità), convertito con L. 96/2018, ha profondamente modificato le disciplina del contratto di lavoro subordinato a tempo determinato contenuta nell’art. 19 D.Lgs. 81/2015, introducendo una serie di regole allo scopo di limitarne l’abuso. La stretta ha interessato la durata del contratto a termine definito "acausale", ossia quello che prevede la possibilità di instaurare un rapporto di lavoro a tempo determinato senza l'obbligo di indicare alcuna causale giustificativa, fino a 12 mesi (in precedenza 36) e la previsione di durata superiore, comunque non eccedente i 24 mesi (anche per successione di contratti), esclusivamente in presenza delle seguenti condizioni: esigenze temporanee e oggettive, estranee all'ordinaria attività, ovvero esigenze sostitutive di altri lavoratori; esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili, dell'attività ordinaria. La genericità e la rigidità delle citate condizioni hanno reso fino ad oggi particolarmente complessa l’applicazione della disciplina in argomento nelle ipotesi di apposizione di un termine superiore a 12 mesi e per proroghe o rinnovi del contratto inizialmente stipulato. Il disegno di legge approvato il 1.05.2023 dal Consiglio dei Ministri mira a rendere più accessibile tale forma di contratto, sostituendo le casuali previste dal Decreto Dignità con le...

Vuoi leggere l’articolo completo?

Abbonati a Ratio Quotidiano o contattaci per maggiori informazioni.
Se sei già abbonato, accedi alla tua area riservata.