RICERCA ARTICOLI
Lavoro 03 Giugno 2019

Compensi reversibili non come redditi assimilati al lavoro dipendente


L'art. 50, lett. b) del Tuir assimila ai redditi di lavoro dipendente le indennità e i compensi percepiti a carico di terzi dai prestatori di lavoro dipendente per incarichi svolti in relazione a tale qualità. A differenza di quanto previsto dalla lettera c) dello stesso art. 50, le somme e i valori in argomento sono quelli che il prestatore di lavoro percepisce da soggetti diversi dal proprio datore di lavoro per incarichi svolti in relazione alle funzioni della propria qualifica e in dipendenza del proprio rapporto di lavoro: per esempio, la partecipazione a organi collegiali, commissioni di esami, comitati tecnici, compresi quelli dei dipendenti pubblici per attività rese in funzione del proprio ruolo o in rappresentanza dell'ente di appartenenza. L'art. 51, c. 2, lett. e) Tuir stabilisce che non concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente i compensi reversibili di cui alla predetta lettera b), nonché alla lettera f) dell'art. 50, c. 1 Tuir (svolgimento di funzioni pubbliche). Con la risposta all'interpello 28.05.2019, n. 167 l'Agenzia delle Entrate esamina il caso di un compenso erogato da una società fiscalmente residente in Spagna a un amministratore, dipendente di una società italiana che lo aveva designato con l'impegno contrattuale di riversare alla società stessa i compensi percepiti per la sua funzione di amministratore. La società spagnola, nell'erogare il compenso lo...

Vuoi leggere l’articolo completo?

Abbonati a Ratio Quotidiano o contattaci per maggiori informazioni.
Se sei già abbonato, accedi alla tua area riservata.