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Diritto del lavoro e legislazione sociale 22 Agosto 2026

Conteggio del periodo di preavviso e cessazione del rapporto

La cessazione del rapporto di lavoro per dimissioni o licenziamento richiede il rispetto del periodo di preavviso. Il conteggio del periodo richiede attenzione al fine di evitare pagamenti o trattenute per mancato preavviso.

Quando si decide di risolvere il rapporto di lavoro occorre rispettare il periodo di preavviso, quindi sia nel caso di dimissioni del lavoratore che di licenziamento da parte del datore di lavoro, con esclusione della cessazione del rapporto per “giusta causa”. Il preavviso è un obbligo, un rispetto reciproco delle Parti per dare tempo al datore di lavoro di cercare un sostituto o al lavoratore per cercare nuovo impiego.Come si calcola il periodo di preavviso? La regolamentazione del periodo di preavviso è disciplinata dal Ccnl di riferimento, in base all’anzianità di servizio, alla qualifica, al livello; pertanto, prima indicazione è dare attenta lettura del contenuto contrattuale, in quanto i Ccnl prevedono durate e modalità di calcolo differenti, in giorni di lavoro o di calendario, con effetto dal giorno successivo a quando vengono comunicate (es. Ccnl Metalmeccanici Industria) o con decorrenza dal 1° o dal 16° giorno del mese (es. Ccnl Commercio), di conseguenza se il lavoratore presenta le dimissioni il giorno 25, decorreranno dal 1° giorno del mese successivo, se presenta le dimissioni il giorno 5 decorreranno dal giorno 16.L’attenzione sulla modalità di calcolo è importante, in quanto un’errata indicazione del periodo può comportare un mancato periodo di preavviso: quindi, per esempio, nel caso di dimissioni, causerà la conseguente trattenuta al lavoratore dimissionario dalle spettanze di fine rapporto dell’indennità per mancato preavviso...

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