La contestazione disciplinare è una delle attività più delicate che può svolgere uno studio di consulenza del lavoro per la natura del documento e dei contenuti. Dentro una contestazione, infatti, troviamo il nome del lavoratore, i fatti che gli vengono contestati, in alcuni casi i precedenti e perfino informazioni sulla salute, oltre ai dati dell'azienda cliente. Per questa ragione, molti professionisti, che pur stanno sperimentando l'intelligenza artificiale, preferiscono non utilizzarla per attività di questo tipo. Caricare dati così delicati e sensibili su un ChatGPT o Claude online, infatti, vuol dire far uscire dallo studio informazioni che invece dovrebbero rimanere interne. E questo, anche se l'abbonamento sottoscritto è business e quindi garantisce il non utilizzo dei dati per addestrare i modelli. Tuttavia, quando uno strumento è online, a maggior ragione quando i server dei provider sono fuori dal perimetro dell'Unione Europea, come accade per esempio per Claude di Anthropic e per ChatGPT di OpenAI, i cui server sono negli USA, i dati, sebbene criptati, viaggiano al di fuori del perimetro dell'Unione Europea.
Può essere dunque utilizzata l'intelligenza artificiale di queste Big Tech per attività così delicate senza rinunciare alla riservatezza? La risposta è sì e lo strumento che ci può aiutare, e che molti conoscono ancora poco, si chiama artefatto in HTML standalone.
Che cos'è un artefatto standalone? È un file in HTML, simile a un documento Word o PDF, che può essere aperto con qualunque browser, come se fosse una pagina web. Se è stato costruito per avere totale privacy, e quindi come un file chiuso, standalone appunto, i dati in esso contenuti e le operazioni che noi svolgeremo al suo interno restano confinati sul nostro computer. In base a come è stato strutturato, può utilizzare una memoria temporanea del browser, che verrà cancellata quando svuoteremo la cache del browser, oppure nessuna memoria, per cui, una volta chiuso il file, sparisce tutto. In questo caso bisognerà prima esportare il contenuto che abbiamo prodotto in Excel, PDF, Word o stamparlo direttamente.
Con un artefatto HTML standalone possiamo ottenere la chat con un assistente, possiamo inserire una libreria di fonti, la cosiddetta "knowledge", possiamo realizzare modelli di atti e contratti, form da compilare, procedure da seguire, dashboard visive interattive. Oltre al vantaggio della privacy assoluta, un secondo vantaggio è che gli artefatti sono più semplici da utilizzare rispetto alla chat, che è inizialmente bianca e non sempre sappiamo cosa scrivere (prompt), e molto più gradevoli da consultare, perché hanno elementi grafici come se fosse una pagina web. Possiamo dunque avere dashboard con torte, flussi, report interattivi con filtri; possiamo avere i colori a guidarci nella consultazione; possiamo avere form da compilare, combo (le famose “tendine”) in cui scegliere le alternative proposte.
Come si realizza un artefatto? Partiamo col dire che non bisogna avere alcuna competenza informatica, in quanto gli artefatti si realizzano all'interno della classica chat del nostro strumento di intelligenza artificiale, descrivendo che cosa vogliamo ottenere. Ovviamente, l'artefatto va testato, verificato con attenzione prima di essere utilizzato su larga scala. Può essere modificato e aggiornato in qualunque momento ritornando nella stessa chat che abbiamo usato per la sua creazione, oppure inserendo il file HTML in una nuova chat e chiedendo modifiche e aggiornamenti.
Per quanto riguarda le fonti normative, come abbiamo detto, queste possono essere caricate direttamente in fase di costruzione chiedendolo all'intelligenza artificiale, oppure si può prevedere di caricarle noi successivamente.
Gli artefatti sono estremamente semplici da produrre e anche economici dal punto di vista dei crediti per realizzarli. Ricordiamoci che l'intelligenza artificiale lavora molto bene in HTML e in Markdown, che sono le due forme di linguaggio naturale da essa adottate. Inoltre, gli artefatti possono essere facilmente condivisi con i colleghi e i clienti, perché sono file estremamente leggeri che possono essere inviati anche per e-mail. Il mio consiglio è quello di costruire una vera libreria di artefatti all'interno dello studio, affidando a un collaboratore il compito di ordinarla e di tenerla costantemente aggiornata, in modo che questo diventi un patrimonio costante dello studio.
