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Paghe e contributi 16 Febbraio 2026

Contratto di lavoro con retribuzione netta, consigliare o evitare?

Nel contratto di lavoro la condizione della retribuzione netta è una garanzia per il lavoratore che così ha sicurezza dell’importo mensile che riscuoterà ma è opportuno che prima di proporla si facciano analisi e considerazioni.

Nel contratto di lavoro la retribuzione può essere concordata al lordo delle trattenute previdenziali/ fiscali, come in generale, la cosiddetta “RAL” retribuzione annua lorda, ma anche al netto delle predette trattenute. La retribuzione netta per il lavoratore è una garanzia; indipendentemente dalle normative fiscali/previdenziali e dalle loro variazioni annuali, riceve il medesimo importo gestendo così le proprie spese di vita.Occorre però regolamentare la retribuzione netta, per esempio se confermata in caso di: 1) mensilità supplementari, non attribuendo le detrazioni d’imposta; 2) giornate non lavorate per esempio per ferie/malattia/infortunio; 3) variazioni normative che comportano maggiori trattenute previdenziali/fiscali; 4) variazioni normative che comportano minori trattenute previdenziali/fiscali se riconoscere o meno l’aumento risultante; 5) conguaglio previdenziale/fiscale di ogni fine anno, ossia se riconoscere il credito risultante o garantire il netto pattuito nonostante il conguaglio risultato negativo. È chiaro che il riconoscimento dell’adeguamento al netto mensile per questi motivi è un costo aggiuntivo per l’azienda, dovendo calcolare ed indicare nel cedolino di paga una voce retributiva lorda aggiuntiva, “ad personam”.Pertanto, è opportuno indicare nel contratto di assunzione le regole della retribuzione netta, precisando quando deve essere garantita e quando non lo deve essere e nel caso si decida di garantirla, anche per...

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