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Accertamento, riscossione e contenzioso 16 Aprile 2026

Costi direttamente connessi all’impresa: presunzione di inerenza

La Cassazione chiarisce che i costi fisiologicamente collegati all’attività d’impresa sono presuntivamente inerenti e non richiedono prova rafforzata, con conseguente spostamento dell’onere probatorio in capo all’Amministrazione Finanziaria.

La Cassazione, con l’ordinanza 8.04.2026, n. 8706, è tornata sul tema dell’inerenza con l’importante precisazione che i costi che prospettano un raccordo fisiologico con l’attività d’impresa non necessitano di specifici rinforzi dimostrativi.La Corte dapprima evidenzia come l’inerenza sia una nozione pregiuridica, di origine economica, legata all'idea del reddito come entità necessariamente calcolata al netto dei costi sostenuti per la sua produzione. Sotto tale profilo, pertanto, inerente è tutto ciò che, sul piano di costi e spese, appartiene alla sfera dell'impresa, in quanto sostenuto nell'intento di fornire a quest'ultima un'utilità, anche in modo indiretto. A contrario, non è invece inerente all'impresa tutto ciò che si può ricondurre alla sfera personale o familiare dell'imprenditore, ovvero del socio o del terzo.Sul piano fiscale, l'inerenza di un onere o di un costo all'impresa, concretandosi in una componente negativa del reddito, si traduce, attraverso il meccanismo delle deduzioni, in un risparmio di imposta, giacché esso viene ad abbattere il reddito imponibile netto, in misura corrispondente all'entità della spesa o del costo deducibili. È allora agevolmente comprensibile la ragione per cui, in applicazione del principio desumibile dalla norma di cui all'art. 2697 c.c., l'onere della prova circa l'esistenza dei fatti che danno vita a oneri e/o a costi deducibili, nonché in ordine al requisito dell'inerenza degli stessi all'attività...

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