Nella seduta del 11.04.2023 il Consiglio dei ministri ha approvato il Documento di economia e finanza 2023 (DEF) che ricordiamo essere il principale dossier di programmazione finanziaria, elaborato e presentato dal Presidente del Consiglio e dal Ministro dell’Economia e Finanze. Tra gli obiettivi del Governo in materia di lavoro, già nel brevissimo termine, è previsto l’incremento dell’esonero contributivo a favore dei lavoratori dipendenti. Nello specifico, per sostenere il potere d’acquisto delle famiglie, un apposito decreto di imminente emanazione amplierà di un ulteriore 1% l’attuale misura dell’esonero contributivo per i lavoratori dipendenti con redditi medio-bassi.
Nel tentativo di riepilogare l’evoluzione della misura in esame, ricordiamo che la L. 29.12.2022, n. 197 (legge di Bilancio 2023) ha previsto per i periodi di paga dal 1.01.2023 al 31.12.2023 un esonero sulla quota dei contributi previdenziali dovuti dai lavoratori dipendenti pubblici e privati, esclusi i lavoratori domestici, applicabile nella misura seguente:
Nel tentativo di riepilogare l’evoluzione della misura in esame, ricordiamo che la L. 29.12.2022, n. 197 (legge di Bilancio 2023) ha previsto per i periodi di paga dal 1.01.2023 al 31.12.2023 un esonero sulla quota dei contributi previdenziali dovuti dai lavoratori dipendenti pubblici e privati, esclusi i lavoratori domestici, applicabile nella misura seguente:
- 2% se la retribuzione imponibile non eccede l'importo mensile di 2.692 euro;
- 3% se la retribuzione imponibile non eccede l'importo mensile di 1.923 euro;
- nessuna riduzione al superamento della retribuzione imponibile di 2.692 euro.
L’intervento dell’ultima legge di Bilancio si pone in continuità con il precedente beneficio contributivo previsto dalla L. 30.12.2021, n. 234 (legge di Bilancio 2022, che aveva introdotto l’esonero in misura pari a 0,80%) e dal successivo D.L. 9.08.2022, n. 115 (Decreto Aiuti-bis) che incrementava l’aliquota originaria di un ulteriore 1,2% portandola al 2% per i periodi di paga dal 1.07 al 31.12.2022.
Nel più ampio progetto di incrementare la riduzione fino al 5% nel corso dell’intera legislatura, il Governo ora prevede un ulteriore incremento del 1% da sommare alle riduzioni già in vigore, ma in riferimento ad un arco temporale ristretto, ossia da maggio a dicembre 2023.
Occorre attendere il prossimo decreto per conoscerne i dettagli e per valutare gli effetti in busta paga. A tale proposito, giova ribadire che l’esonero interessa esclusivamente la quota di contributi a carico dei lavoratori e l’impatto dell’agevolazione in busta paga potrebbe risultare limitato, se non perfino azzerato, dal conseguente incremento della base imponibile fiscale.
Nel più ampio progetto di incrementare la riduzione fino al 5% nel corso dell’intera legislatura, il Governo ora prevede un ulteriore incremento del 1% da sommare alle riduzioni già in vigore, ma in riferimento ad un arco temporale ristretto, ossia da maggio a dicembre 2023.
Occorre attendere il prossimo decreto per conoscerne i dettagli e per valutare gli effetti in busta paga. A tale proposito, giova ribadire che l’esonero interessa esclusivamente la quota di contributi a carico dei lavoratori e l’impatto dell’agevolazione in busta paga potrebbe risultare limitato, se non perfino azzerato, dal conseguente incremento della base imponibile fiscale.
