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Diritto del lavoro e legislazione sociale 29 Luglio 2026

Dal 1990 retribuzioni diminuite in media del 6,6% in termini reali

Permangono criticità su progressività concentrata sul lavoro dipendente, base imponibile ristretta, disparità di trattamento tra tipologie di contribuenti e sensibilità all’inflazione.

L’Ufficio parlamentare di bilancio (UPB) ha pubblicato la Nota di lavoro 21.07.2026 “La dinamica retributiva e il ruolo dell’imposta sul reddito delle persone fisiche”, che ricostruisce l’andamento delle retribuzioni dei lavoratori dipendenti privati in Italia dagli anni Novanta a oggi e analizza il ruolo delle riforme dell’Irpef nel sostenere le retribuzioni nette e nel mitigarne la disuguaglianza. I dati esaminati confermano il declino delle retribuzioni lorde reali nel settore privato: tra il 1990 e il 2026 la retribuzione media si riduce del 6,6%, con una contrazione concentrata nella parte bassa della distribuzione. Nello stesso arco temporale, la debole dinamica salariale è stata affiancata dalla diffusione del lavoro a tempo parziale e da una crescente segmentazione del mercato del lavoro per settore, tipologia contrattuale e qualifica, che hanno accentuato la dispersione delle retribuzioni lorde. In questo contesto, l’Irpef ha inciso in modo sempre più rilevante nel contenere le disuguaglianze prodotte dal mercato del lavoro. Le riforme, in particolare l’introduzione del bonus Irpef nel 2014 e la riforma del 2025, che ha spostato gli sgravi contributivi nell’imposta, hanno progressivamente ridotto il prelievo sui redditi da lavoro dipendente bassi e medi, mentre per i redditi più elevati il carico effettivo è aumentato, soprattutto per effetto del drenaggio fiscale legato alla mancata indicizzazione dei parametri dell’imposta. Ne è conseguito...

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