Diritto del lavoro e legislazione sociale
09 Ottobre 2026
Debiti contributivi e criticità nella liquidazione della pensione
Il nuovo messaggio Inps n. 3113/2026 chiarisce quando i contributi non versati possono determinare lo slittamento della pensione e quando, invece, la loro successiva regolarizzazione non incide sulla sua decorrenza.
Una delle domande più frequenti per un lavoratore autonomo è se si possa andare o meno in pensione con debiti contributivi. La risposta è legata alla natura della contribuzione mancante e, soprattutto, al fatto che questa sia o meno determinante per perfezionare il diritto al trattamento. Con il messaggio 2.10.2026, n. 3113 l’Inps interviene proprio su questo punto, fornendo nuovi chiarimenti operativi per artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri, imprenditori agricoli professionali e iscritti alla Gestione Separata.La prima situazione riguarda il lavoratore che presenta domanda di pensione anticipata o di trattamento pensionistico di invalidità senza avere ancora maturato il requisito contributivo minimo a causa di contributi pregressi non versati. In questo caso è necessaria la loro successiva regolarizzazione che comporta lo slittamento della decorrenza della pensione al primo giorno del mese successivo al pagamento.Nel caso di una dilazione di pagamento, anche presso l’Agente della riscossione, che riguardi contributi determinanti per perfezionare il requisito e il cui pagamento si completi dopo la domanda di pensione, il requisito contributivo non può considerarsi perfezionato. Serve quindi anticipare, ove possibile, il pagamento delle rate necessarie a perfezionare il requisito già al momento della domanda, evitandone così il rigetto. Non tutti i debiti contributivi producono, però, questo effetto. Se alla data della domanda il...