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Diritto del lavoro e legislazione sociale 06 Maggio 2026

Decreto Lavoro: rinnovi contrattuali privi di scoperture economiche

L’art. 10 D.L. 30.04.2026, n. 62, al fine di assicurare ai lavoratori continuità di tutela economica, introduce specifiche misure volte a incentivare la contrattazione collettiva nella definizione di intese entro la scadenza.

Con l’introduzione dell’art. 10 del decreto Lavoro 2026 il Governo compie un ulteriore passo in avanti nella realizzazione dell’attuazione della L. 26.09.2025, n. 144, la quale con l’art. 1, c. 2, lett. f) delega il Governo a introdurre con uno o più decreti legislativi “strumenti a sostegno del rinnovo dei contratti collettivi nazionali di lavoro entro i termini previsti dalle parti sociali o di quelli già scaduti, anche attraverso l'eventuale riconoscimento ai lavoratori di incentivi volti a bilanciare e, ove possibile, a compensare la riduzione del potere di acquisto degli stessi”. Le nuove disposizioni previste dall’art. 10 D.L. 62/2026 vanno infatti lette in complemento con l’introduzione della detassazione degli aumenti retributivi previsti dalla L. 30.12.2025, n. 199, la quale, sulla base della predetta legge delega, ha previsto che gli incrementi retributivi erogati nel corso del 2026 ai lavoratori del settore privato, per effetto di rinnovi contrattuali sottoscritti tra il 1.01.2024 e il 31.12.2026, potranno beneficiare di un'imposta sostitutiva nella misura del 5% (circ. Ag. Entrate 24.02.2026, n. 2/E).In particolare, l’art. 10, c. 1 D.L. 62/2026 prevede che le parti negoziali, nel definire le intese di rinnovo dei contratti collettivi nazionali, dovranno prendere a riferimento obbligatoriamente la data di scadenza del contratto nel definire le decorrenze dei nuovi minimi tabellari oppure, in sostituzione, dell’eventuale “una tantum”. La...

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