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Diritto del lavoro e legislazione sociale 10 Settembre 2026

Dimissioni di fatto, per derogare ai 15 giorni serve una clausola

La Corte d’appello di Bologna conferma la riammissione di un lavoratore assente per 14 giorni: la soglia contrattuale prevista per il licenziamento conserva la propria funzione disciplinare.

Per attribuire all’assenza ingiustificata il valore di dimissioni occorre rispettare il termine previsto dalla legge, salvo una disciplina collettiva dedicata. Lo afferma la Corte d’appello di Bologna, sezione lavoro, con la sentenza 19.08.2026, n. 508, confermando l’illegittimità della procedura avviata dopo 14 giorni. La decisione lega la durata dell’assenza alla possibilità di ricavarne una volontà del lavoratore di interrompere il rapporto.Assenza e comunicazione all’Ispettorato - La controversia riguarda un lavoratore addetto alla logistica che, dopo un infortunio alla caviglia, aveva continuato ad assentarsi per malattia. Nell’aprile 2025 si era verificata un’interruzione della copertura medica: il dipendente confidava di ottenere, durante una visita specialistica, un certificato valido anche per le giornate precedenti.Il 6.05.2025 la società aveva comunicato all’Ispettorato territoriale del lavoro la cessazione per dimissioni di fatto. Nel giudizio erano stati accertati 14 giorni di assenza ingiustificata, compresi tra il 23.04 e il 6.05. Il Tribunale di Ravenna, con sentenza n. 441/2025, aveva disposto la prosecuzione del rapporto e il risarcimento commisurato alle retribuzioni omesse dal 7.05.2025 fino alla riammissione.Funzione della clausola collettiva - L’impresa aveva impugnato la decisione richiamando i 4 giorni consecutivi previsti dal Ccnl Logistica, trasporto merci e spedizione per il licenziamento dovuto ad assenza ingiustificata....

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