RICERCA ARTICOLI
Lavoro 09 Novembre 2023

Dimissioni per fatti concludenti: in arrivo regole certe

Il DDL varato il 1.05.2023, ora all’esame delle Camere, tra le varie disposizioni, contiene una norma destinata a contrastare la pratica delle dimissioni per fatti concludenti, con il quale il lavoratore si assenta illegittimamente in attesa del licenziamento che gli consente di ottenere la NASpI.

Il rapporto di lavoro subordinato può essere risolto per dimissioni o per accordo consensuale tra le parti esclusivamente ricorrendo alle procedure previste dalla legge oppure presso le sedi assistite, a pena di inefficacia dell'atto (art. 26 D.Lgs. 151/2015), come peraltro ribadito dalla Corte di Cassazione con ordinanza 26.09.2023, n. 27331. Tale procedura ha il duplice scopo di assicurare la certezza della cessazione del rapporto di lavoro e, al contempo, garantire la genuinità della decisione del lavoratore che recede senza costrizioni. Di fatto, la normativa introdotta nel 2015, prevede l’utilizzo di un’apposita procedura telematica e il lavoratore può provvedere personalmente alla trasmissione delle dimissioni oppure tramite soggetti abilitati, ossia patronati, organizzazioni sindacali, commissioni di certificazione, enti bilaterali, consulenti del lavoro e sedi territoriali dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro. La ratio della disposizione è contrastare la prassi delle “dimissioni in bianco”; tuttavia, ciò ha comportato diversi problemi applicativi, soprattutto nelle ipotesi in cui la risoluzione del rapporto di lavoro avvenga per fatti concludenti. Come noto, il lavoratore ha diritto alla NASpI a condizione che la perdita del posto di lavoro sia involontaria, quindi l’indennità non spetta in caso di dimissioni volontarie né in caso di risoluzione consensuale del rapporto di...

Vuoi leggere l’articolo completo?

Abbonati a Ratio Quotidiano o contattaci per maggiori informazioni.
Se sei già abbonato, accedi alla tua area riservata.