Direttiva Omnibus e impatti sulla due diligence di sostenibilità
La Direttiva UE 2026/470 interviene sugli obblighi relativi al dovere di diligenza ai fini della sostenibilità, con un impianto che punta a limitare platea e oneri.
Nuovo impianto della due diligence di sostenibilità - La Direttiva, entrata in vigore il 18.03.2026, introduce un insieme di interventi di significativa portata: - rinvia di un anno il termine di recepimento della CSDDD, fissandolo al 28.07.2028, con decorrenza degli obblighi da luglio 2029, mentre per la CSRD conferma il termine di recepimento al 19.03.2027; - innalza le soglie dimensionali di applicazione, limitando gli obblighi alle imprese con oltre 5.000 dipendenti e 1,5 miliardi di euro di ricavi netti; - circoscrive gli obblighi di individuazione degli impatti negativi ai settori nei quali tali effetti, effettivi o potenziali, risultano più probabili, riconoscendo alle imprese un margine di priorità con riguardo ai partner commerciali diretti; - consente di fondare la raccolta dei dati su informazioni ragionevolmente disponibili, attenuando così gli effetti a cascata sui partner di minori dimensioni; - elimina l’obbligo di adottare piani di transizione climatica e sopprime il regime armonizzato di responsabilità, alleggerendo al contempo il coordinamento delle norme di applicazione necessaria; - rivede il sistema sanzionatorio, fissando il limite massimo delle sanzioni pecuniarie al 3% del fatturato netto mondiale dell’esercizio precedente la decisione di irrogazione.Punti di forza e di debolezza della Direttiva - Fra i punti di forza il contenimento del trickle-down: l’enfasi posta sugli standard volontari include esplicitamente l’obiettivo di limitare...