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Lavoro 24 Marzo 2021

Dubbi sui comportamenti che i vaccinati devono seguire

L'aggiornamento delle prescrizioni alla luce delle nuove varianti del virus e della campagna sanitaria in atto: contatti di lavoro, riunioni, obbligo di mascherine, ecc.

Con il progredire della campagna di vaccinazione anti-COVID-19 sono diversi i dubbi sui comportamenti che debbono essere seguiti dalle persone vaccinate. L’Istituto Superiore della Sanità con Ministero della Salute e INAIL (rapporto 13.03.2021 n. 4) affronta alcuni aspetti della materia, sottolineando in particolare che la circolazione delle varianti non richiede modifiche delle misure di prevenzione e protezione non farmacologiche (distanziamento fisico, mascherine, igiene delle mani) misure che, anzi, debbono essere osservate con maggiore scrupolo.
L’ISS sottolinea che nessun vaccino anti-COVID-19 conferisce un livello di protezione del 100%, che la durata della protezione vaccinale non è ancora stata stabilita e che la risposta protettiva al vaccino può variare da individuo a individuo. Ne deriva che, seppur diminuito, non è possibile al momento escludere un rischio di contagio anche in coloro che sono stati vaccinati. Pertanto ogni lavoratore, inclusi gli operatori sanitari, anche se ha completato il ciclo vaccinale, per proteggere sé stesso, gli eventuali pazienti assistiti, i colleghi, nonché i contatti in ambito familiare e comunitario, dovrà continuare a mantenere le stesse misure di prevenzione, protezione e precauzione valide per i soggetti non vaccinati, in particolare osservare il distanziamento fisico (laddove possibile), indossare un’appropriata protezione respiratoria, igienizzarsi o lavarsi le mani secondo procedure consolidate. Inoltre, ogni lavoratore dovrà, comunque, seguire scrupolosamente le indicazioni del proprio datore di lavoro e continuare a aderire a eventuali programmi di screening dell’infezione.
Occorre tenere presente che anche per i vaccini COVID-19 la risposta immunitaria al vaccino può variare da soggetto a soggetto anche in base alle caratteristiche individuali della persona o per condizioni cliniche concomitanti, pertanto, anche dopo un ciclo di vaccinazione completo, alcuni soggetti potrebbero non sviluppare una risposta immunitaria protettiva tale da impedire l’acquisizione dell’infezione e la malattia COVID-19. Ciò ancor più in quanto i vaccini anti-COVID-19 attualmente disponibili sono autorizzati per la prevenzione di malattia COVID-19 sintomatica e non per la prevenzione dell’infezione asintomatica (e di conseguenza la possibilità di avere un risultato positivo al tampone).
Inoltre, la presenza di anticorpi all’esame sierologico non esime la persona dall’uso dei DPI e dispositivi medici, nonché dal seguire tutte le precauzioni standard e specifiche per impedire la trasmissione dell’infezione da SARS-CoV-2. La valutazione e il monitoraggio della risposta immunologica riveste, attualmente, solo un aspetto di carattere scientifico ed epidemiologico. Pertanto, in base alle informazioni attualmente disponibili, una persona, anche se vaccinata anti-COVID-19, dopo un’esposizione definibile ad alto rischio e considerata “contatto stretto” di un caso COVID-19, deve adottare le stesse indicazioni preventive valide per una persona non sottoposta a vaccinazione.
Come precisato dal Ministero della Salute con circolare n.18584/2020 per “contatto stretto” si intende una delle seguenti situazioni: persona che vive nella stessa casa di un caso COVID-19; persona che ha avuto un contatto fisico diretto con un caso COVID-19 (per esempio la stretta di mano); persona che ha avuto un contatto diretto (faccia a faccia) con un caso COVID-19, a distanza minore di 2 metri e di almeno 15 minuti; persona che si è trovata in un ambiente chiuso (es. aula, sala riunioni, sala d’attesa dell’ospedale) con un caso COVID-19 in assenza di DPI (es. FFP2, FFP3, guanti) e dispositivi medici appropriati (es. mascherine chirurgiche). Quindi, se una persona viene in contatto stretto con un caso positivo per SARS-CoV-2, la situazione deve essere considerata un contatto stretto anche se il soggetto è vaccinato e devono essere adottate tutte le disposizioni prescritte dalle autorità sanitarie.