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Società e contratti 07 Settembre 2026

DURF negato tradisce la neutralità della scissione con scorporo

Negare alla beneficiaria il requisito del triennio di attività contraddice la neutralità dell’operazione: le precisazioni sul riparto delle posizioni soggettive valgono come esemplificazione e guida operativa, non come elenco tassativo.

L’istanza di interpello n. 50/2026 ha riguardato la possibilità per una società beneficiaria costituita mediante scissione con scorporo di avvalersi della normativa relativa alle semplificazioni documentali nei rapporti tra committenti e imprese appaltatrici in materia di ritenute operate ai dipendenti, come previste dall’art. 17-bis, c. 5 del D.Lgs. 241/1997. L’Istante sosteneva che la beneficiaria dovesse essere considerata solo formalmente di nuova costituzione. Essa doveva poter essere ammessa a richiedere il rilascio del DURF all’Agenzia delle Entrate, in quanto da assumere comunque provvista del requisito del triennio di attività pregressa. Secondo l’Istante, infatti, al di là della struttura formale dell’operazione, l’attività doveva considerarsi esercitata dalla beneficiaria da 28 anni, essendovi stata riallocata l’intera struttura produttiva. L’impossibilità di richiedere il DURF avrebbe determinato lo svantaggio di non poter usufruire dell’istituto della compensazione per il versamento delle ritenute di natura erariale effettuate sui redditi di lavoro dipendente e assimilato, compensazione invece ammessa ante l’operazione di scissione con scorporo. Nella risposta, l’Agenzia delle Entrate osserva che l’art. 16, c. 1, lett. a) del D.Lgs. 192/2024 ha apportato modifiche all’art. 173, c. 4 TUIR, prevedendo che tra le posizioni soggettive della società scissa, oggetto di riparto su base proporzionale, debbano rimanere escluse le...

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