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Accertamento, riscossione e contenzioso 05 Novembre 2026

Fattura regolare, la Finanza deve provare la non inerenza dei costi

Con una fattura conforme all’art. 21 D.P.R. 633/1972 opera la presunzione di veridicità del costo e spetta all’Agenzia provarne il difetto di inerenza: un passo verso la tesi dottrinale, rafforzata dal nuovo art. 7, c. 5-bis D.Lgs. 546/1992.

La Cassazione, con l’ordinanza 23.10.2026, n. 27677, si è pronunciata su un tema di grande rilevanza rappresentando un principio di diritto che sembra costituire un parziale arretramento sull’onere della prova in ordine all’inerenza dei costi, ritenuta insistentemente incentrata sul contribuente. Il principio di diritto rappresentato dalla Cassazione è del seguente tenore: “Secondo il costante orientamento di questa Corte, in presenza di una fattura regolare, ossia redatta in conformità ai requisiti di forma e di contenuto prescritti dall’art. 21 D.P.R. 633/1972 e dell’art. 226 della direttiva 2006/112/CE, opera la presunzione di veridicità di quanto in essa rappresentato, con il conseguente onere dell’Agenzia delle Entrate di provare l’indeducibilità del relativo costo per difetto di inerenza”.   A tale proposito si deve sottolineare come, per l’orientamento della Cassazione, spetti al contribuente comprovare la relazione causale del costo sostenuto con l’attività d’impresa. In dottrina tale aggravio probatorio incentrato sul contribuente viene considerato uno sbilanciamento pro-Fisco non supportato dal nuovo art. 7, c. 5-bis D.Lgs. 546/1992, il quale prospetta ora un inventario analitico e preciso delle attitudini della prova, prima letteralmente compresse nel sintetico riferimento al fondamento costitutivo del diritto da assumere a carico della parte...

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