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Amministrazione del personale 16 Marzo 2026

Ferie residue: può l’azienda imporre l’assenza al dipendente?

Il datore di lavoro può evitare le conseguenze economiche di una fruizione insufficiente delle ferie imponendo coattivamente l’assenza al dipendente.

Considerata l’importanza delle ferie quale periodo di assenza retribuito dall’azienda e destinato al recupero delle energie psicofisiche spese nel corso della prestazione, l’omessa fruizione delle stesse espone il datore di lavoro a una serie di conseguenze economiche. Si pensi alla sanzione amministrativa pecuniaria che la normativa (D.Lgs. 8.04.2003, n. 66) riserva a quanti non rispettano le scadenze di fruizione delle ferie, al pagamento anticipato dei contributi Inps sulle ferie residue e non godute nonché, da ultimo, la richiesta di risarcimento danni avanzata dal lavoratore per le conseguenze psicofisiche conseguenti all’insufficiente fruizione delle assenze. Per scongiurare le ricadute economiche descritte, il datore di lavoro può imporre ai dipendenti la fruizione coattiva delle ferie, attraverso una decisione unilaterale che rientra pienamente nel potere organizzativo riservato all’azienda. Analizziamo la questione in dettaglio. Comunicare la decisione al dipendente - Nel momento in cui l’azienda decide di imporre le ferie al dipendente è tenuta a darne tempestiva comunicazione scritta a quest’ultimo. Nella missiva è opportuno indicare in premessa:- le motivazioni all’origine della decisione, ad esempio la presenza di un saldo ferie maturate e non godute particolarmente elevato;- la necessità di rispettare le norme di legge e di contratto collettivo in materia di fruizione delle ferie;- i pericoli per l’incolumità del dipendente e dei...

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