Forfetari: le principali criticità della dichiarazione precompilata
Le dichiarazioni precompilate messe a disposizione dall'Agenzia delle Entrate evidenziano alcune anomalie nella compilazione del quadro LM e nella gestione dei contributi previdenziali che richiedono verifiche manuali prima dell'invio.
La dichiarazione precompilata dovrebbe rappresentare un importante strumento di semplificazione per i contribuenti. Tuttavia, le prime elaborazioni relative ai titolari di partita Iva in regime forfetario evidenziano alcune criticità che rendono necessario un controllo puntuale dei dati proposti dall’Agenzia delle Entrate prima dell’invio definitivo della dichiarazione. Tali criticità si sommano alle problematiche già note della dichiarazione precompilata riguardanti i contribuenti privati, soggetti non operanti in regime d'impresa o di lavoro autonomo con partita Iva, ampliando ulteriormente le verifiche necessarie prima dell'invio.Le principali criticità riscontrate riguardano 2 ambiti: la determinazione del reddito imponibile nel quadro LM e la gestione dei contributi previdenziali deducibili.I righi da LM22 a LM27 peccano del coefficiente di redditività associato all’attività esercitata. L'assenza di tale dato impedisce la corretta determinazione automatica del reddito imponibile del contribuente forfetario. Alla medesima problematica si affianca la mancata valorizzazione dei corrispettivi giornalieri, con la conseguenza che il dato reddituale viene alimentato probabilmente dalle sole fatture elettroniche emesse. Ulteriore criticità, peraltro prevedibile, riguarda i contribuenti che esercitano attività contraddistinte da più codici ATECO. In tali casi il sistema non è in grado di attribuire gli importi alle singole attività esercitate.La criticità...