RICERCA ARTICOLI
Imposte dirette 24 Agosto 2026

Gli utili extrabilancio dei soci tornano alle regole del Tuir

L’art. 23 D.Lgs. 148/2026 assoggetta gli utili di cui si presume la distribuzione agli artt. 47, 59 e 89 del Tuir, escludendo la trasparenza fiscale prospettata dalla Cassazione e restituendo ai soci il regime proprio dei redditi di capitale.

La Cassazione con la sentenza n. 13917/2026 ha di recente ritenuto debba considerarsi consolidata l’affermazione a mente della quale il beneficio dell’esenzione parziale dall’imposizione degli utili societari, inteso a mitigare la tassazione degli utili distribuiti ai soci sul rilievo della tassazione a monte già sopportata dalla società, debba trovare applicazione esclusivamente in caso di redditi regolarmente dichiarati da quest’ultima in un documento contabile e non anche in caso di redditi non contabilizzati, non dichiarati e quindi sottratti a qualsivoglia tassazione, in capo alla società come ai soci. In tali casi gli utili in nero, una volta accertati per altra via, soggiacciono all’ordinario meccanismo d’imputazione, in misura intera e non ridotta, non venendo in rilievo in tale caso le linee guida d’imposizione previste nell’art. 47 del Tuir.La Cassazione, dopo tale primo approdo, ha proseguito ulteriormente affermando che se i soci procedono a irrituali distrazioni di utili, la società di capitali metabolizza nei loro confronti anche le prerogative fiscali della società di persone e delle relative dinamiche impositive fondate sulla trasparenza, legittimando in conclusione sia la tassazione Ires nei confronti della società di capitali sia il regime Irpef fatto derivare dai meccanismi fiscali della trasparenza nei confronti dei soci.L’erroneità della tesi della Cassazione non poteva non apparire persino elefantiaca. A tale proposito la tesi...

Vuoi leggere l’articolo completo?

Abbonati a Ratio Quotidiano o contattaci per maggiori informazioni.
Se sei già abbonato, accedi alla tua area riservata.