Holding statiche e di direzione: distinte ai fini dell’abuso?
Dopo l’Atto di indirizzo MEF del 27.02.2025 sul rinvio sine die della tassazione dei dividendi, l’indagine sull’abuso va condotta sul modello impositivo dell’Ires, che già metabolizza l’opzione temporale della distribuzione degli utili.
Una questione dai risvolti fiscali rilevanti innescata con l’emanazione dell’Atto di indirizzo MEF del 27.02.2025 (a mente del quale è stato configurato un vantaggio fiscale indebito il ritardo sine die o significativamente posticipato della tassazione dei dividendi) è se costituisce una fattispecie di abuso del diritto la costituzione di una holding che ammassa liquidità senza distribuirla ai soci persone fisiche, ostruendo la percezione dell’imposta sostitutiva del 26% a favore dell’Erario.Taluni Autori ritengono si debba raccordare importanza alla delineazione strutturale e di scopo della holding, a seconda cioè che essa riassuma la connotazione di holding statica o di direzione e coordinamento delle proprie partecipate. In tale ultimo caso la holding perseguirebbe uno scopo d’impresa del tutto simile alle partecipate, prestando l’ausilio per il perseguimento di una strategia imprenditoriale unitaria che, almeno nelle aspettative, dovrebbe consentire il raggiungimento di maggiori risultati reddituali. Nel caso invece di holding statica, mancando un’inclusione della medesima nelle tipiche dinamiche di mercato, né in modo diretto, né in modo indiretto, la stagnazione degli utili renderebbe intravedibile una forma di abuso del diritto perseguibile secondo i canoni dell’art. 10-bis dello Statuto del Contribuente. L’analisi viene fatta arrestare al paradigma civilistico della società: se essa, in qualche modo, evidenzia o meno attitudini omogenee con...