L'Agenzia delle Entrate è recentemente intervenuta per chiarire il regime fiscale applicabile a valori di beni in natura attribuiti al lavoratore tramite strumenti informatici.
Con il principio di diritto 8.10.2018 n. 3 il servizio di somministrazione di vitto, acquistato tramite App mobile, è assimilato ai servizi sostitutivi di mensa resi a mezzo dei buoni pasto.
Anche questa tipologia di somministrazione rientra, quindi, nel regime fiscale dettato dall'art. 51, c. 2, lett. c) Tuir, come modificato in ultimo dai commi 16 e 17, della legge 23.12.2014, n. 190, i quali stabiliscono che, a far data dal 1.07.2015, «non concorrono a formare reddito (..) le somministrazioni di vitto da parte del datore di lavoro, nonché quelle in mense organizzate direttamente dal datore di lavoro o gestite da terzi, o, fino all'importo complessivo giornaliero di euro 5,29, aumentato a euro 7 nel caso in cui le stesse siano rese in forma elettronica, le prestazioni e le indennità sostitutive corrisposte agli addetti ai cantieri edili, ad altre strutture lavorative a carattere temporaneo o ad unità produttive ubicate in zone dove manchino strutture o servizi di ristorazione».
Qualche dubbio è sorto circa il valore da considerare esente da Irpef. Il richiamo operato dal Principio in esame al D.M. Sviluppo Economico 7.06.2017, n. 122, induce a ritenere che questa modalità di somministrazione, resa in forma elettronica, sia...