Le dimissioni di massa, il mismatch tra domanda e offerta, profili qualificati introvabili, turnover di personale: a cosa servono gli incentivi alle assunzioni se mancano le persone che lavorano?
La legge di Bilancio 2023 (L. 197/2022) ha confermato alcune misure volte a favorire le assunzioni dei lavoratori e le trasformazioni a tempo indeterminato dei precari. Nell’art. 1, cc. da 294 a 299, viene confermato l’esonero contributivo per i giovani under 36 e per i percettori di reddito di cittadinanza, nonché lo sgravio per l’assunzione di donne disoccupate o che si trovano in condizioni particolari di disagio ed esclusione. I datori di lavoro potrebbero cogliere diverse opportunità, ma il paradosso attuale è che alla necessità di ampliare l’organico si contrappone la mancanza di lavoratori. Questo fenomeno, partito tempo fa in alcune specifiche attività, si è ormai esteso a macchia d’olio in ogni settore e oggi non esiste datore che non si lamenti per la mancanza di personale nuovo, più o meno qualificato.
Dall’ultimo bollettino diffuso dal sistema informativo Excelsior Unioncamere-Anpal (che svolge indagini mensili somministrando alle imprese un questionario focalizzato sui profili professionali e sui livelli di istruzione ricercati) emergono dati sconcertanti: su 503.680 opportunità di lavoro nel gennaio 2023, ben il 46% dei profili è di difficile reperimento, con il picco nella categoria degli operai specializzati seguiti dalle professioni tecniche. Di queste posizioni lavorative, 152.540 sono rivolte ai giovani fino a 29 anni (complice il contratto di...