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Lavoro 13 Marzo 2023

Il superminimo assorbibile somma aggiuntiva della retribuzione

Il datore di lavoro che intende riconoscere al lavoratore una somma aggiuntiva alla retribuzione, e cautelarsi nel caso di incrementi contrattuali futuri, può corrispondere il cosiddetto “superminimo assorbibile”. Analizziamo le criticità.

Il superminimo assorbibile è una voce della retribuzione, aggiuntiva alla retribuzione contrattuale obbligatoria prevista in relazione alla qualifica e mansione del lavoratore. È un importo retributivo volontario del datore di lavoro che intende gratificare il lavoratore per l’esperienza lavorativa, per le sue capacità e abilità, ed anche per aumentare la retribuzione che il lavoratore percepiva dal precedente datore di lavoro. Il superminimo assorbibile è un importo che compone la retribuzione contrattuale del lavoratore, quindi utile per il calcolo delle voci collegate: spettanze mensili, festività, straordinari, ferie, ratei delle mensilità aggiuntive, Tfr; pertanto, concorre normalmente a formare l’imponibile contributivo e fiscale. Entriamo nel merito: cosa può assorbire il superminimo assorbibile e come deve procedere il datore di lavoro affinché l’assorbibilità sia legittima e non abbia contestazioni o rischi futuri. Il superminimo assorbibile deve essere previsto con accordo scritto. Nel testo della lettera occorre precisare ciò che può assorbire, di seguito elenchiamo esempi: aumenti di retribuzione o variazioni di inquadramento contrattuali futuri, premi/indennità contrattuali futuri, una tantum per tardivo rinnovo contrattuale; passaggi di livello. Evidenziamo che l’aumento di merito non può essere assorbito; scatti di...

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