Diritto del lavoro e legislazione sociale
28 Agosto 2026
Incentivo all’esodo: uno strumento utile per l’azienda
L’incentivo all’esodo è un accordo oneroso per la risoluzione consensuale del lavoro. L’azienda riduce il personale in modo pacifico e il lavoratore ottiene un sostegno economico, esente da contributi Inps e con tassazione Irpef separata.
Uno strumento peculiare ma poco conosciuto al momento della risoluzione del rapporto di lavoro è l’incentivo all’esodo; si tratta di una somma di denaro che il datore di lavoro offre al dipendente al fine di incentivarlo ad accettare una risoluzione consensuale del rapporto di lavoro. Tale somma non costituisce una liberalità, ma rientra in un contratto atipico, a titolo oneroso e a prestazioni corrispettive (sinallagmatico): da un lato, il lavoratore acconsente alla cessazione del rapporto; dall’altro, il datore di lavoro si obbliga a corrispondere la somma pattuita.Per comprenderne l’importanza, occorre sottolineare che per l’impresa è uno strumento flessibile per ridurre il personale in maniera pacifica e chiudere il rapporto con un accordo trasparente. Per il lavoratore, invece, consiste in un sostegno economico per affrontare il periodo successivo alla cessazione del rapporto, considerando che, di norma, la risoluzione consensuale non dà diritto all’indennità di disoccupazione (NASpI), legata alla perdita involontaria del lavoro.L’incentivo all’esodo, una pratica di incentivazione alla cessazione del rapporto di lavoro, gode di una normativa molto favorevole, che riguarda sia gli aspetti contributivi (Inps) che fiscali (Irpef). Nel caso di licenziamento con l’incentivo all’esodo, tutte le somme destinate all’incentivazione dei lavoratori non sono soggette a imposizione contributiva. Questo significa che non subiscono trattenute a titolo di...