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Imposte dirette 08 Ottobre 2026

Individuazione fiscale dei beni d’impresa e del lavoro autonomo

Per l’impresa l’art. 65 del Tuir combina presunzioni legali e scelte contabili dell’imprenditore; per arti e professioni manca una disciplina organica e rileva solo l’uso effettivo del bene, con plusvalenza tassata al realizzo o all’autoconsumo.

In ordine ai beni d’impresa di cui all’art. 65 del Tuir il legislatore ha tracciato il perimetro dei beni partecipi di tale qualificato status fiscale, individuando e disciplinando i presupposti per l’attribuzione di tale identità fiscale.Più precisamente l’art. 65 Tuir procede con una triplice coordinata riferita alle imprese individuali (comma 1), alle società in nome collettivo, alle società in accomandita semplice, ampliabili i relativi presupposti anche alle società di capitali (comma 2) e alle società di fatto (comma 3).Specificamente per le imprese individuali il c. 1 considera beni d’impresa oltre ai beni indicati all’art. 85, c. 1, lett. a) e b), a quelli strumentali per l’esercizio dell’impresa e ai crediti acquisiti nell’esercizio dell’impresa stessa, i beni appartenenti all’imprenditore che siano indicati tra le attività relative all’impresa nell’inventario tenuto a norma dell’art. 2217 c.c. Gli immobili strumentali di cui all’art. 43 si considerano relativi all’impresa solo se indicati nell’inventario (per i soggetti indicati all’art. 66 (imprese minori) l’indicazione può essere effettuata nel registro dei beni ammortizzabili, ovvero secondo le prescrizioni degli artt. 13 D.P.R. 435/2001 e 2 D.P.R. 695/1996).Il complessivo elaborato normativo assume a criterio d’identità fiscale di “beni d’impresa” sia una presunzione legale sia una condotta contabile riservata all’imprenditore, legislativamente assunta...

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