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Accertamento, riscossione e contenzioso 04 Marzo 2026

Inerenza e antieconomicità: persistenti ambiguità della Cassazione

Con l’ordinanza n. 4270/2026 la Cassazione torna a sovrapporre giudizio qualitativo di inerenza e parametro quantitativo di antieconomicità, riaprendo il dibattito sull’uso della congruità come indice sintomatico e sui limiti del controllo fiscale.

La Cassazione, anche con l’ordinanza 25.02.2026, n. 4270, perpetua la fumosità concettuale tra il principio dell’inerenza e il parametro dell’antieconomicità, insistendo su una loro ambigua intersezione. Così testualmente il citato giudice di Cassazione: “Questa Corte ha già avuto occasione di affermare che in tema di imposte sui redditi e con riguardo alla determinazione del reddito d'impresa, l'inerenza all'attività d'impresa delle singole spese e dei costi affrontati, indispensabile per ottenerne la deduzione ex art. 75 (ora art. 109) del Tuir, va definita come una relazione tra due concetti, la spesa (o il costo) e l'impresa, sicché il costo (o la spesa) assume rilevanza ai fini della qualificazione della base imponibile, non tanto per la sua esplicita e diretta connessione a una precisa componente di reddito, bensì in virtù della sua correlazione con un'attività potenzialmente idonea a produrre utili. Inoltre, sempre questa Corte ha affermato che in tema di imposte sui redditi delle società, il principio dell'inerenza dei costi deducibili si ricava dalla nozione di reddito d'impresa (e non dall'art. 75 (ora art. 109, c. 5) del Tuir, riguardante il diverso principio della correlazione tra costi deducibili e ricavi tassabili) ed esprime la necessità di riferire i costi sostenuti all'esercizio dell'attività imprenditoriale, escludendo quelli che si collocano in una sfera estranea a essa, senza che si debba compiere alcuna valutazione in termini di...

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