A seguito dell'emanazione del decreto Cura Italia, il 30.03.2020 l'ABI (Associazione Bancaria Italiana) con le associazioni datoriali e le organizzazioni sindacali nazionali ha deciso di far fronte all'emergenza Covid-19 sottoscrivendo un accordo. La convenzione tra le parti consentirebbe, di fatto, la possibilità per le banche di anticipare gli importi della CIG nei confronti diretti dei lavoratori che ne fanno richiesta. Si tratterebbe di un prestito a tasso zero che verrebbe aperto sul conto del dipendente in genere utilizzato per l'accreditamento dello stipendio. L'importo massimo messo a disposizione dagli istituti di credito per ciascun soggetto sarebbe pari a € 1.400 suddivisi per le 9 settimane di sospensione a zero ore previste dall'ammortizzatore sociale, che va riproporzionato nel caso di rapporto a tempo parziale.
Possono far richiesta di accesso alla convenzione i seguenti soggetti:
- destinatari di trattamenti di integrazione al reddito (art. 19 e 22 D.L. 18/2020);
- dipendenti di aziende che attendono l'emanazione di provvedimenti di autorizzazione al trattamento di integrazione per emergenza Covid-19;
- dipendenti sospesi dal lavoro a zero ore;
- dipendenti per i quali il datore di lavoro ha chiesto il pagamento diretto dell'Inps.
Per ottenere l'anticipazione, il soggetto deve, per prima cosa, verificare se la propria banca aderisce alla convenzione ABI (si precisa che, ad oggi, sembra aver aderito il 98% degli istituti). Allo stesso tempo, occorre effettuare anche la richiesta al datore di lavoro della dichiarazione che attesta la tipologia di ammortizzatore sociale richiesto all'Inps (CIGO, FIS o CIGD). È necessario che, oltre alla documentazione completa scaricabile dal sito della propria banca, al momento della richiesta vengano comunicati anche alcuni dati come il cognome e nome del richiedente e il numero del conto corrente sul quale versare l'anticipo.
Le banche, a proposito della documentazione, invitano gli utenti a trasmettere i documenti con posta elettronica al fine di rispettare l'obbligo del distanziamento sociale previsto dalla normativa attualmente in vigore. Per coloro che, al momento della richiesta, si vedono costretti all'apertura di un apposito conto corrente per tale procedura, le banche garantiscono l'applicazione di condizioni di massimo favore con lo scopo di evitare costi al lavoratore, che già versa (probabilmente) in condizioni difficili.
Dopo la presentazione della richiesta e la sua accettazione, la banca invierà con e-mail al dipendente la documentazione da restituire compilata e firmata (sempre per e-mail o sotto forma di immagine tramite smartphone) per ricevere l'anticipo.
Nel momento stesso in cui l'Inps provvede al versamento dell'importo corrispondente al trattamento di integrazione salariale, l'apertura del credito cessa; è cura del lavoratore, a questo proposito, informare in maniera tempestiva la banca interessata. Tuttavia, manca la certezza dell'esito positivo della richiesta. Qualora, infatti, la domanda venisse respinta (o per indisponibilità di risorse o per mancato accoglimento della richiesta) la banca potrà ottenere l'importo del debito direttamente al richiedente, che dovrà provvedere alla sua estinzione entro 30 giorni.
