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Accertamento, riscossione e contenzioso 20 Maggio 2026

La Cassazione definisce fiscalmente la nozione d’impresa

La Suprema Corte distingue la nozione civilistica da quella tributaria di impresa, valorizzando il requisito della professionalità abituale rispetto all’organizzazione dei fattori produttivi.

La Cassazione, con l’ordinanza 23.04.2026, n. 10827, pronunciandosi su una controversia avente a oggetto la locazione di posti auto presso un immobile, dove il proprietario riteneva potesse configurarsi un reddito fondiario, ma riqualificato in reddito d’impresa dall’Amministrazione Finanziaria, delinea fiscalmente la struttura dell’impresa.La Corte dapprima ricorda che costituisce suo orientamento costante la divergenza tra la nozione civilistica e quella tributaristica di "imprenditore commerciale" in virtù dell’indeclinabile presupposto dell'organizzazione per il diritto civile, ma non per il diritto tributario, per il quale rileva, invece, l'aspetto della professionalità abituale, anche se non esclusiva, dell'attività economica svolta (in tal senso si era già pronunciata di recente anche la Cassazione 6.04.2024, n. 8982). Trattasi di giudizio strutturale inconfutabile in quanto la nozione tributaristica di impresa commerciale non coincide con quella civilistica. L'art. 55 del Tuir assume come tale l'esercizio per professione abituale, anche se non esclusiva, delle attività indicate dall'art. 2195 c.c., pur se non organizzate in forma di impresa, e prescinde, quindi, dal tipico modello organizzativo che, invece, rappresenta elemento qualificante e imprescindibile per la configurabilità dell'impresa commerciale agli effetti civilistici, esigendo soltanto che l'attività svolta sia caratterizzata dalla professionalità abituale. La Cassazione ha pure...

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