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Diritto
24 Ottobre 2023
La Corte di Cassazione limita il diritto di prova del socio
L’accertamento definitivo nei confronti della società a cosiddetta ristretta base sociale non consente al socio di muovere rilievi di difesa in ordine all’esistenza degli utili extracontabili.
Con la recentissima sentenza 19.10.2023, n. 29112 la Corte di Cassazione ha ritenuto che, in tema di rapporti tra accertamento a carico di società di capitali a ristretta base sociale e conseguente accertamento di maggiori utili extracontabili in capo ai soci, nel caso l’accertamento nei confronti della società diventi definitivo, il giudizio nei confronti del socio, per quanto attiene all’esistenza degli utili extracontabili, dipende solo dall’accertamento effettuato nei confronti della società, essendo precluso al socio muovere contestazioni in ordine alla loro esistenza. Il giudice di Cassazione, pur ritenendo che non ricorra l’ipotesi di litisconsorzio necessario tra una società di capitale e i soci della medesima e che, quindi, l’avviso di accertamento e di rettifica del reddito debba essere notificato alla sola società di capitali e non ai soci ritenuti privi di legittimità processuale nel relativo giudizio, ha limitato i loro rilievi di difesa al solo accantonamento/reinvestimento del reddito medesimo. Tale limite di difesa non appare del tutto condivisibile e anzi appare censurabile di incostituzionalità per violazione dell’art. 24 della Costituzione.
In dottrina è stata espressa contrarietà a tale preclusione di difesa in forza della chiara ordinanza della Corte Costituzionale 29.01.1998, n. 5 che ha escluso ogni limite di prova. Per un insigne giurista (A....