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Lavoro
18 Novembre 2019
La dura vita dei sostituti d'imposta nell'appalto
L’intento di contrastare fenomeni fraudolenti nel settore pone adempimenti tanto complessi quanto onerosi, che in passato hanno già fatto naufragare disegni analoghi.
Se in sede di conversione in legge del D.L.124/2019 non vi saranno modifiche significative, la vita dei sostituti di imposta che affidano a terzi il compimento di opere o servizi diventerà assai complicata. Con l’intento di contrastare l’omesso versamento delle ritenute, l’art. 4 D.L.124/2019 dispone l’obbligo per il committente di versare le ritenute operate sulle retribuzioni dei lavoratori impiegati nell’opera o nel servizio dall’appaltatore o affidatario. Lo stesso articolo estende inoltre l‘inversione contabile in materia di Iva alle prestazioni effettuate mediante contratti di appalto, subappalto, affidamento a soggetti consorziati o rapporti negoziali comunque denominati, che vengono svolti con il prevalente utilizzo di manodopera nelle sedi di attività del committente e con l’utilizzo di beni strumentali di proprietà del committente. Quest’ultima previsione deve attendere, però, il placet dell’Unione Europea.
Quanto, invece, al versamento delle ritenute, il provvedimento in esame introduce un nuovo articolo 17-bis al D.Lgs. 9.07.1997, n. 241 che disciplina i versamenti unitari e le compensazioni. Interessati alla novità sono tutti i sostituti di imposta elencati all’art. 23 D.P.R. 600/1973, residenti nel territorio dello Stato, compresi enti pubblici, condomini e soggetti non-profit. Il comma 1 del nuovo articolo 17-bis dispone che il committente che affida il...