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Lavoro 16 Ottobre 2018

La gestione del rapporto a termine introdotta dalla legge n. 96/2018


In seguito alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale 11.08.2018, n. 186 della legge 9.08.2018, n. 96, si vuole fornire, qui di seguito, un'analisi riguardante la gestione complessiva del rapporto a termine. Come già visto in precedenza, l'art. 1 del Decreto Dignità introduce importanti modifiche riguardanti la disciplina del contratto a tempo determinato per i contratti stipulati successivamente l'entrata in vigore del decreto e, in fase di conversione in legge, per le proroghe e i rinnovi avvenuti successivamente alla data del 31.10.2018. Tra le previsioni introdotte dal decreto, è molto rilevante quella del reinserimento delle causali che pone un limite all'accesso al lavoro a termine e un'attenzione maggiore nel momento stesso in cui si andrà ad applicarle, onde evitare la conversione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Ma la questione più complessa da affrontare è quella dell'introduzione del periodo transitorio in materia di rinnovi a proroghe contrattuali, che trova ancora oggi dei dubbi in dottrina ancora irrisolti. Proponiamo una sintesi di seguito, per tentare di semplificare la controversa materia. In merito alla durata complessiva del contratto, lo schema che ne deriva è questo: - per i contratti a termine stipulati prima del 14.07.2018 la durata massima è di 36 mesi senza l'obbligo di causali (D. Lgs n. 81/2015); - per i contratti a termine stipulati dopo il 14.07.2018...

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