Diritto del lavoro e legislazione sociale
31 Agosto 2026
Lavoro dirigenziale, la subordinazione si misura sui fatti
Con l’ordinanza 17.08.2026, n. 24668, la Cassazione chiarisce come accertare la subordinazione nelle prestazioni intellettuali ad alta autonomia, valutando continuità, inserimento aziendale e rischio d’impresa.
Un contratto di consulenza professionale può descrivere un rapporto autonomo - L’attività svolta nel tempo può assumere i caratteri del lavoro subordinato dirigenziale. È il principio applicato dalla Corte Suprema di Cassazione, Sezione Lavoro, con l’ordinanza 17.08.2026, n. 24668, relativa a un rapporto durato oltre 9 anni. Il lavoratore, professionista iscritto a un albo, aveva operato stabilmente nell’area amministrativa e finanziaria dell’impresa, coordinando personale e funzioni interne e mantenendo un rapporto diretto con il vertice societario.Contratto scritto e modalità effettive - La Corte attribuisce valore alla qualificazione scelta dalle parti, indicata nel contratto come consulenza professionale, e la inserisce nell’accertamento complessivo. Il contratto era stato predisposto dallo stesso lavoratore, circostanza già esaminata nel precedente passaggio in Cassazione e rilevante per valutare il nomen iuris. L’istruttoria aveva documentato una prestazione quotidiana svolta nei locali aziendali, con utilizzo di mezzi della società, direzione del settore amministrativo e finanziario, coordinamento dei dipendenti e rapporti con soggetti esterni. Dopo la scadenza annuale dell’accordo originario, il rapporto era proseguito per molti anni secondo modalità stabili. Per i giudici, la qualificazione giuridica deriva dal confronto tra il contenuto dell’accordo e il modo in cui la prestazione è stata concretamente eseguita.Indici della subordinazione...