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Lavoro 12 Maggio 2023

Le dimissioni volontarie del lavoratore padre e la NASpI

Anche in caso di dimissioni del lavoratore padre è dovuto il ticket di licenziamento, ma solamente se questo avviene entro il primo anno di vita del bambino.

Tra le diverse tutele introdotte dal Testo Unico sulla maternità e la paternità a salvaguardia della genitorialità troviamo il divieto di licenziamento della lavoratrice durante il primo anno di vita del bambino. Inoltre, è previsto che nel caso di dimissioni presentate dalla stessa entro i primi 3 anni di vita del bambino sia necessaria la convalida presso l’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL). Si ricorda, anche, che con il Testo Unico è stato introdotto il congedo di paternità obbligatorio e si è esteso altresì il divieto di licenziamento al medesimo lavoratore che ha fruito del congedo stesso. Il padre lavoratore ha, infatti, il diritto di astenersi dal lavoro per un periodo pari a 10 giorni lavorativi, non frazionabili ad ore ma fruibili in via non continuativa, nel periodo che decorre dai 2 mesi precedenti la data presunta del parto fino al quinto mese successivo la stessa data. Sappiamo ormai che il mondo della tutela di maternità e paternità è in continua evoluzione e l’ultima novità sull’argomento è argomentata dalla circolare Inps 20.03.2023, n. 32. L’Istituto, infatti, in accordo con il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, attraverso questo documento intende chiarire che il diritto di fruizione del trattamento di NASpI spetta anche in caso di dimissioni del lavoratore padre che ha fruito del periodo di congedo di paternità...

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