Dopo averne fissato la copertura finanziaria con la legge di Bilancio, il Governo ha presentato pochi giorni fa il D.L. contenente le 2 misure considerate centrali nella propria azione, il Reddito di Cittadinanza e Quota 100. Da un punto di vista tecnico, sicuramente l’attesa maggiore è riposta verso il Reddito di Cittadinanza, che nelle intenzioni del Governo dovrebbe rivoluzionare i servizi di politica attiva del lavoro, oltre a contrastare forme di povertà. Dopo la pubblicazione in G.U del D.L. 4/2019 e il varo del sito web dedicato, vediamo in estrema sintesi di cosa si tratta, tralasciando di prendere in considerazione la sua declinazione pensionistica, la c.d. pensione di cittadinanza, e gli aspetti tecnici legati all’affettiva percezione.
Come misura diretta al contrasto alla povertà, viene riconosciuto un “beneficio economico” composto da due elementi:
a) una componente a integrazione del reddito familiare, come definito ai sensi dell’art. 2, c. 6, fino alla soglia di € 6.000 annui (€ 500 mensili) moltiplicata per il corrispondente parametro della scala di equivalenza di cui all’art. 2, c. 4;
b) una componente a integrazione del reddito dei nuclei familiari residenti in abitazione in locazione, pari all’ammontare del canone annuo previsto nel contratto di locazione, come dichiarato a fini ISEE, fino a un massimo di € 3.360 annui (€ 280 mensili). Un totale massimo di € 780 mensili,...