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Diritto del lavoro e legislazione sociale 11 Settembre 2026

Malattia: il dipendente può rientrare in anticipo al lavoro?

La prognosi di malattia può essere soggetta a una rettifica in diminuzione, autorizzando il dipendente al rientro anticipato in servizio. Sussistono però adempimenti verso l’Inps e il datore di lavoro.

Il dipendente in malattia che intende anticipare il rientro in servizio non può farlo liberamente essendo soggetto a una serie di obblighi tanto nei confronti dell’Inps quanto del datore di lavoro. Analizziamo la questione in dettaglio.Fine prognosi - La fine dello stato morboso del dipendente, cui consegue il diritto dello stesso a riprendere l’attività lavorativa, coincide con la data di fine prognosi indicata nel certificato medico trasmesso all’Inps e, grazie all’Istituto stesso, messo a disposizione del datore di lavoro, sotto forma di attestato di malattia. In situazioni simili il dipendente può riprendere l’attività lavorativa, a decorrere dalla giornata successiva a quella di fine prognosi. Come precisa l’Inps con la circolare 2.05.2017, n. 79, la data di fine prognosi non ha solo effetti sul rientro in servizio del dipendente, ma altresì sull’erogazione dell’indennità di malattia Inps. Rientro anticipato in servizio - Dal momento che la prognosi assegnata dal medico in sede di rilascio del certificato rappresenta un elemento che l’Inps stesso definisce “previsionale”, appaiono logiche delle variazioni sia in termini di prolungamento che di riduzione dell’assenza, in base “a un decorso rispettivamente più lento o più rapido della malattia” (circolare n. 79/2017). Nelle ipotesi di guarigione anticipata il rientro al lavoro, per le ragioni poc’anzi descritte, è possibile ma l’Inps richiede una “rettifica del certificato in...

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