Metalmeccanica industria: definiti i minimi da giugno 2026
Attraverso il verbale d’incontro, le parti contrattuali hanno fissato gli importi degli incrementi retributivi in via definitiva. Gli stessi potranno essere assoggettati alla nuova imposta sostitutiva.
Attraverso il verbale d’incontro del 16.06.2026, Federmeccanica, Assistal, Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil hanno definito ufficialmente i nuovi minimi decorrenti dal 1.06.2026 per i lavoratori dipendenti cui si applica il contratto collettivo nazionale di lavoro per l’industria metalmeccanica privata e della installazione di impianti.In adempimento di quanto stabilito nell’Accordo di rinnovo del 22.11.2025, le Parti contrattuali si sono incontrate per definire la quota dell’incremento retributivo complessivo relativa alla dinamica dell’IPCA al netto degli energetici importati in vigore dal 1.06.2026. L’IPCA è pari all’1,9%, un valore più basso rispetto a tutte le previsioni percentuali fissate dai singoli contratti collettivi del settore metalmeccanico. Ne consegue che l’adeguamento dei minimi contrattuali, con decorrenza 1.06.2026, sarà pari a 53,17 euro per il livello C3, ex 5° livello, da parametrare per tutti gli altri livelli della classificazione del personale. Sulla base dei valori dell’IPCA, inoltre, sono stati definiti i nuovi importi dell’indennità di trasferta e dell’indennità di reperibilità. Si rammenta che il contratto collettivo in esame prevede un particolare meccanismo finalizzato all’adeguamento dei minimi retributivi.Nel mese di giugno di ciascun anno di vigenza del Ccnl i minimi contrattuali per livello sono adeguati sulla base della dinamica inflativa consuntivata, misurata con “l’IPCA al netto degli energetici...