Accertamento, riscossione e contenzioso
19 Marzo 2026
Motivazione degli atti impositivi: illegittimo lo sdoppiamento causale
La Cassazione censura gli avvisi di accertamento fondati su motivazioni eterogenee e tra loro incompatibili. L’Amministrazione Finanziaria deve fondare la pretesa tributaria su un’unica ragione giustificatrice chiara, per non compromettere il diritto di difesa del contribuente.
La Cassazione, con l’ordinanza 12.03.2026, n. 5599, ha convenuto che all’atto impositivo l’Amministrazione Finanziaria non può affidare una pluralità di ragioni giustificatrici tra loro eterogenee in quanto in tal caso incorre in una “scarsa rigorosità motivazionale” che rende obiettivamente incerta la comprensione degli elementi fondanti la pretesa e impedisce al contribuente di esplicare pienamente il proprio diritto di difesa. I provvedimenti impositivi devono essere all’opposto fondati su di un’unica e univoca motivazione sostanziale.Nel caso in esame il Fisco aveva posto a fondamento dell’indeducibilità dei costi 3 ragioni: il fatto che si trattasse di spese destinate a remunerare prestazioni soggettivamente inesistenti, in quanto rese non dalla società controllante ma dagli amministratori in persona; la carenza del requisito di certezza, in quanto la delibera relativa ai compensi non rispettava i requisiti previsti dall’art. 2389, c. 3 c.c., per la loro determinazione; la sproporzione dei costi rispetto alla prestazione di servizio remunerata, il che ne determinava per la Finanza il difetto di inerenza. Per la Cassazione tale triade di argomenti giustificativi di manifesta eterogeneità concettuale pregiudica le ragioni difensive del contribuente, pregiudizio da intendere come possibilità per il contribuente non solo di replicare ai singoli elementi fattuali ma, in primo luogo, di comprendere le ragioni giuridiche di supporto alla pretesa...