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Lavoro 27 Marzo 2023

Parità di genere sul lavoro

Dalla nuova rendicontazione di sostenibilità, al rapporto biennale sull’occupazione maschile e femminile, fino alla certificazione della parità di genere: le imprese virtuose che si attivano per ridurre il gender gap vengono premiate.

Nel nostro quotidiano la parità di genere si considera rispettata quando iniziative, opportunità, lavori, occasioni e proposte sono rivolte indistintamente a chiunque, prescindendo da sesso, religione, etnia, status sociale. La disparità di genere più diffusa (o meglio, quella più conosciuta) è sicuramente quella femminile sui luoghi di lavoro, caratterizzato da minore partecipazione delle donne rispetto agli uomini, da retribuzioni più basse, carriere professionali più lente, premi e gratificazioni meno frequenti. Negli ultimi anni si sono fatti alcuni sforzi per colmare questo gender gap, che nel nostro bel paese è molto sentito: già nel lontano 2006 con l’introduzione del codice delle pari opportunità, nel 2011 con la normativa sulle quote di genere nei consigli di amministrazione delle società quotate, nel 2012 la legge sugli equilibri negli enti locali e consigli regionali e nel 2017 anche nelle liste elettorali. Venendo ad oggi, lo scorso 14.12.2022 è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale UE la nuova direttiva 2022/2464 sulla rendicontazione societaria di sostenibilità (CSRD), che imporrà alle imprese (eccetto le micro) di includere nella relazione sulla gestione le informazioni sui principi di sostenibilità, tra i quali rientrano anche i fattori sociali intesi come le condizioni di lavoro, l’uguaglianza, la non discriminazione, la...

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