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Paghe e contributi 17 Marzo 2026

Part-time, ore aggiuntive e full-time: i limiti fissati dal giudice

La sentenza 17.02.2026 n. 701 del Tribunale di Catania, sezione lavoro, chiarisce quando il lavoro supplementare resta tale e quando può assumere un diverso rilievo nel rapporto. Trattato anche il tema delle mansioni superiori e della prova necessaria per ottenerne il riconoscimento.

La pronuncia del Tribunale di Catania, sezione lavoro, sentenza 17.02.2026, n. 701, prende in esame una controversia su 2 aspetti molto frequenti nei rapporti a tempo parziale. Il primo riguarda la richiesta di trasformazione del contratto in full-time. Il secondo riguarda la domanda di riconoscimento di un inquadramento superiore. Il ricorrente sosteneva di avere svolto un orario di fatto corrispondente al tempo pieno. In subordine chiedeva l’accertamento di un part-time più ampio, pari a 30 o 35 ore settimanali, rispetto alle 20 ore previste dal contratto. A queste domande si aggiungeva la richiesta di accesso al livello 6 super, con pagamento delle differenze retributive e regolarizzazione contributiva.Le ore in più non modificano da sole il contratto - La sentenza richiama l’art. 6 D.Lgs. 81/2015 e ricorda che, nel rapporto part-time, il datore può richiedere prestazioni ulteriori entro i limiti fissati dalla legge e dalla contrattazione collettiva. Da questo punto discende una conseguenza precisa: la presenza di ore aggiuntive rispetto a quelle concordate conserva, di per sé, la natura di lavoro supplementare. Il passaggio automatico al tempo pieno resta quindi escluso. Il giudice richiama anche l’art. 79 del contratto collettivo applicato e osserva che pure l’eventuale superamento delle soglie contrattuali non produce, in via diretta, la conversione del rapporto. Nel caso esaminato, il maggiore utilizzo di ore era stato inoltre collegato a esigenze...

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