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Diritto del lavoro e legislazione sociale 19 Settembre 2026

Pensione di vecchiaia: l'abc per il lavoratore

La materia pensionistica è stata interessata da numerose riforme o, comunque, novità. Tra le altre, la riforma Fornero è intervenuta sul sistema pensionistico italiano, al fine di garantire il rispetto dei vincoli di bilancio e rafforzarne la sostenibilità nel lungo periodo.

I 5 trattamenti strutturali caratterizzanti il nostro ordinamento pensionistico sono rappresentati dalla pensione di vecchiaia e dalla pensione anticipata, che va a sostituire la precedente pensione di anzianità.La pensione di vecchiaia è il trattamento che viene conseguito al raggiungimento della cosiddetta età pensionabile, attualmente pari a 67 anni e valida fino al 31.12.2026, e con almeno 20 anni di contributi (pensione di vecchiaia ordinaria).La riforma Fornero ha previsto un progressivo innalzamento dell’età pensionabile a decorrere dal 2012 con significative differenze, soprattutto per le lavoratrici subordinate del settore privato e le lavoratrici autonome iscritte alle gestioni speciali e alla Gestione Separata Inps, per le quali ha fissato una scaletta di elevazione del requisito anagrafico, a cui si sono aggiunti gli adeguamenti alla speranza di vita. L’equiparazione dell’età con le altre categorie di lavoratori si è così raggiunta nel 2018.I lavoratori che hanno il primo accredito contributivo dal 1.01.1996, cosiddetti contributivi puri, oltre ai predetti requisiti (anagrafico e contributivo) devono soddisfare un’ulteriore condizione per il riconoscimento della pensione di vecchiaia contributiva. Per tali soggetti, infatti, è prevista una misura minima del trattamento pensionistico maturato, cosiddetto importo soglia, che è pari all’importo dell’assegno sociale (circ. Inps n. 28/2026). Tale importo sostituisce, dal 1.01.2024, quello pari a...

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