Accertamento, riscossione e contenzioso
08 Luglio 2026
Preclusioni probatorie: la Consulta garantisce, la Cassazione no
La Cassazione, con la sentenza n. 9456/2026, estende ai soci accomandanti della S.A.S. la preclusione probatoria dell’art. 32 D.P.R. 600/1973 per l’inerzia della società, ridimensionando la lettura garantista della Corte Costituzionale.
La Cassazione, con la sentenza 14.04.2026, n. 9456, si è pronunciata sulle preclusioni probatorie dell’art. 32, c. 4 D.P.R. 600/1973. Nell’interpretazione della norma la giurisprudenza di legittimità ha già avuto modo di affermare che “in tema di accertamento fiscale, la mancata esibizione, in sede precontenziosa, di atti e documenti in risposta agli inviti dell’Amministrazione Finanziaria impedisce di prenderne in considerazione il contenuto a favore del contribuente ed è sanzionata con la loro inutilizzabilità, che consegue automaticamente all’inottemperanza all’invito ed è rilevabile d’ufficio in ogni stato e grado del giudizio, fatta salva la possibilità dello stesso contribuente di depositare la documentazione in sede giurisdizionale in allegato all’atto introduttivo e di dichiarare di non aver potuto adempiere alle richieste degli uffici per causa a lui non imputabile” (Cass. n. 26133/2024). Tale principio di diritto dev’essere ora fatto intersecare con la pronuncia della Corte Costituzionale (sent. n. 137/2025), la quale ha precisato, in ordine alla violazione del diritto di difesa del contribuente, che la norma si muove nel contesto costituzionale dei doveri di collaborazione fra contribuente e Fisco, nell’ottica di favorire l’instaurarsi di un dialogo anticipato teso anche a prevenire il contenzioso. Essa prefigura una situazione di svantaggio probatorio nell’ambito processuale, qualificabile come “sanzione impropria”. Per la...