Accertamento, riscossione e contenzioso
25 Agosto 2026
Presunzione di distribuzione degli utili e perdite d’esercizio
L’art. 23 D.Lgs. 148/2026 nulla dispone per la società che, pur dopo l’accertamento, chiude in perdita: la tassazione dei soci resta priva di un utile percepito, in contrasto con gli artt. 44 e 45 del Tuir e con la trasparenza delle società di persone.
L’art. 23 D.Lgs. 148/2026 pur limitando il raccordo della presunzione relativa agli utili extrabilancio non a qualsiasi ripresa fiscale operata nei confronti della società di capitali, ma ai soli componenti reddituali positivi imponibili non contabilizzati e non dichiarati e ai componenti reddituali negativi che pur concorrendo a formare il reddito, sono indeducibili in quanto inesistenti, nulla prevede nel caso la società accertata, anche con l’aggiunta dei ricavi evasi e/o dei costi fittizi, chiuda con una perdita di bilancio.A tale proposito è noto l’orientamento consolidato della Cassazione (tra le tante altre si veda l’ordinanza n. 21142/2018) a mente del quale ai fini della prova contraria del socio non rileva la mera deduzione che l’esercizio sociale ufficiale si sia concluso in perdita. In ordine a un tale principio appare necessario fare dipartire l’indagine dalla disamina delle norme di riferimento (artt. 44 e 45 del Tuir). Dalla combinazione delle 2 norme deriva agevolmente che la costituzionale riserva di legge (art. 23 Cost.) supporta la rilevanza imponibile della sola distribuzione di utili (nel loro autentico paradigma civilistico di utili percepiti nel periodo d’imposta). Le prescrizioni normative, che coordinano la determinazione dell’obbligazione tributaria per la categoria dei redditi di capitale, connettono il reddito agli utili derivanti dalla partecipazione al capitale delle società e lo circoscrivono ai soli utili percepiti nel...