Accertamento, riscossione e contenzioso
13 Luglio 2026
Presunzioni e prova: la Cassazione ignora le garanzie della Consulta
La sentenza della Corte Costituzionale n. 50/2026 allinea lo standard probatorio del processo tributario a quello penale, oltre ogni ragionevole dubbio: un canone che travolge l’orientamento della Cassazione sulle presunzioni su un solo indizio.
Anche nell’ordinanza 25.06.2026, n. 21729 la Cassazione è tornata a ribadire l’orientamento di legittimità per cui “in tema di presunzioni semplici, gli elementi assunti a fonte di prova non devono essere necessariamente più d’uno, potendo il convincimento del giudice fondarsi anche su di un solo elemento purché grave e preciso, dovendo il requisito della “concordanza” ritenersi menzionato dalla legge solo in previsione di un eventuale, ma non necessario concorso di più elementi presuntivi”. Sulle cd. presunzioni a catena la dottrina è schierata su posizioni differenti da quelle espresse dal giudice di Cassazione nella citata ordinanza, dal momento che il fatto indotto ritratto solo da una logica inferenziale fatta scaturire dal fatto noto non riesce a ripetere la vis dimostrativa dell’originario fatto noto. L’apprezzamento inferenziale operato dal giudice si fonda sulla verosimiglianza o probabilismo, ma non sulla certezza, per cui far dipartire da un fatto probabile un ulteriore rapporto induttivo con un altro fatto ignorato destruttura il garantismo indiziario della prova e rende perseguibile il contribuente sulla base di un giudizio di verosimiglianza sempre più sfocata.In tale sede si vuole sottoporre a esame tale consolidato orientamento della Cassazione con le chiare prescrizioni rinvenibili nella sentenza della Corte Costituzionale n. 50/2026 dove è dato rinvenire un arresto che, seppure incentrato sull’efficacia del giudicato penale di...