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Lavoro 07 Novembre 2023

Prolungare il preavviso per limitare i recessi, si può fare?

I comportamenti che inducono ad abbandonare il posto di lavoro e i possibili rimedi a disposizione del datore.

Il fenomeno della Great Resignation sta affliggendo il nostro Paese da qualche tempo, ormai. Basta guardarsi attorno per notare come, in ogni contesto lavorativo, negli ultimi anni si stanno verificando sempre più recessi per volontà del singolo lavoratore. Il termine è stato coniato da Anthony Klotz, professore presso la “Mays Business School” della “Texas A&M University”, a seguito di un’indagine volta a comprendere le ragioni delle dimissioni che, in maniera sempre maggiore, hanno iniziato a colpire diverse nazioni, soprattutto tra le più progredite. Ben si comprende la vastità ed importanza assunta da un evento, quando, nei suoi confronti, iniziano a svolgersi studi e diagnosi. Volendo snocciolare un po' di numeri, secondo la ricerca operata dall’Associazione Italiana Direzione Personale (Aidp), negli anni più recenti, questo evento ha colpito circa il 60% delle aziende nel nostro territorio, a prescindere dalla relativa dimensione. Si pensi che, per la fascia compresa tra i 18 e i 34 anni, si stima una percentuale di dimissioni vicina al 51%. Inoltre, il 38% dei lavoratori ha dichiarato che sarebbe disposto a lasciare il posto di lavoro, se questo peggiorasse il godimento della vita privata, ed anche il 29% starebbe seriamente pensando ad un nuovo impiego nell’immediato. Sicuramente si tratta di un tema di forte interesse in questo periodo, che non può essere...

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